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Strumenti di cottura e di preparazione sono fondamentali per la riuscita di un piatto. Raccontateci le vostre esperienze

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Date spazio alla vostra fantasia. Un'idea? Acqua, farina e....

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  • Valerio Laudati (editor)
    Jul 12, 2018

    Ingredienti: 2 tazze di farina multicereali integrali 1,5 tazze di farina di mandorle 1,5 tazze di zucchero di canna integrale 1 tazza di latte di avena cannella pura q.b. 1 bustina di cremor tartaro 1 bustina di lievito per dolci 150 ml di polpa di mela Accessori: Un buon frullatore ad immersione ( io ho usato il mio amato Bamix) Una bowl di acciaio Una Marisa (leccapentole) di silicone Una forma per plumcake antiaderente Un forno ventilato Trita le mandorle fino a farle diventare farina, per evitare che diventi pasta, frullale a scatti. Unisci tutti gli ingredienti nella bowl lasciando per ultimo i lieviti. Impasta con il frullatore ad immersione (se non possedete un Bamix forse è meglio usare una planetaria) fino ad ottenere un composto omogeneo. Far riposare per 10 minuti. Versare il contenuto in una forma plumcake antiaderente aiutandovi con una Marisa di silicone. Infornare a 170° ventilato per 45 minuti. Quando è pronto capovolgerlo su un piatto di portata e far raffreddare un pochino. Spolverate con un po' di zucchero a velo di canna o normale o guarnite a piacere liberando la fantasia. Un dolce irresistibile, senza usare burro, olio, uova o latte, riusciamo a sentire tutti i sapori. Un giusto equilibrio di carboidrati, proteine e grassi naturali. In realtà si può sostituire lo zucchero di canna integrale con del buon miele o sciroppo d'agave. Provatelo e non ve ne pentirete, anche a colazione. Enjoy
  • Valerio Laudati (editor)
    Jul 6, 2018

    Ingredienti: 1 tazza di farina integrale 1 tazza di farina di mandorle 1 tazza di farina di avena 1 tazza di zucchero di canna 1 tazza di latte di avena o di mandorla 1 vasetto di yogurt di soia 2 banane mature 1 cucchiaino di bicarbonato o cremor tartaro 1 bustina di lievito 1 cucchiaio raso di cacao Se non si trova o se si vuole risparmiare sulla farina di mandorla e avena, prendere le mandorle sgusciate e avena in fiocchi e frullarle con il VItamix o Bamix fino ad ottenere una farina (nel caso delle mandorle frullare a scatti per non far diventare una pasta). Unire tutti gli ingredienti in una ciotola o nella caraffa del vitamix e frullare per circa 1 minuto fino ad ottenere un composto omogeneo. Versare il risultato in uno stampo antiaderente e mettere in forno a 170° per circa 40 minuti. Come avete potuto notare questa ricetta non contiene derivati animali, quindi può essere preparata anche da chi predilige una dieta vegana. A volte noi onnivori guardiamo in cagnesco i cibi "per vegani" in realtà spesso si nasconde un profondo studio e un ottimo sapore, come in questo caso. Enjoy. Per chi non possedesse un bamix, trova la nostra mega offerta a questo link: https://www.cookmestore.com/product-page/bamix-mono-con-polverizzatore-e-libro-di-ricette Per chi non possedesse un Vitamix e vuole scoprire cos'è, lo trova al seguente link: https://www.cookmestore.com/product-page/vitamix-ascent-a2300i
  • Valerio Laudati (editor)
    Jun 2, 2018

    La storia di Microplane credo sia nota ai più: verso la metà degli anni Novanta un’intraprendente casalinga canadese, alle prese con la preparazione di un dolce all’arancia, non avendo sotto mano in cucina l’utensile giusto per ricavare la scorza degli agrumi non trovò di meglio da fare che andare nel capanno degli attrezzi del marito e prendere in prestito una delle sue lime, scoprendo che era decisamente adatta allo scopo. Nascevano così le Microplane, le grattugie più famose (e imitate) del mondo. Il loro segreto: non “spunzoni” ma lame, sottili e taglienti. Una Microplane, di fatto, non gratta ma affetta a filetti più o meno sottili. È così affilata che si può usare con mano leggera evitando, per esempio, di intaccare la parte bianca degli agrumi e ottenendo un grattugiato fine e soffice. Perfetto soprattutto nel caso dei formaggi, quando volete che a contatto con il calore (di una pasta, di un risotto, degli asparagi alla milanese) si sciolga leggermente. In più, si lava facilmente: addio al lavoro certosino di togliere con uno stecchino il grana rimasto fra una punta e l’altra della grattugia old style. Basta un getto d’acqua corrente per eliminare ogni residuo. Caratteristiche che ne fanno un prodotto di successo che l’azienda americana declina ormai in decine di modelli diversi. Ecco i miei preferiti, i loro utilizzi e tre ricette lampo dove li trovo insostituibili. La grattugia classica per la scorza. È sicuramente la più famosa, lunga e stretta, più o meno delle dimensioni di un coltello da cucina. Come ho già detto, permette di ricavare solo la parte colorata della buccia di limoni, arance, lime (sapete, sì, che è bene sceglierli biologici e comunque prima lavarli e asciugarli perfettamente). Oltre che per la scorza, la uso per lo zenzero e per l’aglio. La grattugia piccina per la noce moscata. Finalmente potete gettare le grattugine di tolla taglia-polpastrelli che trovate nei barattolini delle noci moscate. Con la mini Microplane, che sembra un utensile da bambole, in pochi istanti ottenete una polvere abbondante e finissima. La grattugia da formaggio. Ne esistono modelli con grane diverse. La medio-fine, direi la più versatile. Va bene per tutti i formaggi duri: parmigiano, grana, pecorino, ricotta salata, ma anche un Asiago stagionato o un Emmentaler possono dare discrete soddisfazioni. Più si preme, più i riccioli risultano spessi, ma mai impastati. Un uso alternativo è con il cioccolato, per guarnizioni di dolci al cucchiaio, cheesecake, tiramisù.
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